SS. Crocifisso 2016   Recently updated !

SS.CROCIFISSO 2016

Nel mese di Settembre, Castelfidardo ricorda  l’Amore Misericordioso del Padre che ha dato il suo Figlio Unigenito  Gesù Cristo, crocifisso per noi e rinnova il suo Grazie nel segno della “Memoria” che i nostri padri ci hanno consegnato.

VENERDI 23 SETTEMBRE

ORE 18- 20 Collegiata

“Porto in me le stigmate di  Gesù Cristo” (Memoria San Pio da Pietrelcina) Rosario, Eucaristia e Adorazione

ORE 21.15: COLLEGIATA:   C’E’ TEMPO PER TE  Celebrazione penitenziale

SABATO 24 SETTEMBRE ore 21-24:Preghiera silenziosa davanti al SS. Crocifisso,

icona della Divina MISERICORDIA, con possibilità di confessarsi

DOMENICA 25 SETTEMBRE  2016
CAMPO SPORTIVO “Leo Gabbanelli” di via Leoncavallo

Ore 10: Processione: dalla Collegiata esce il SS. Crocifisso portato dalle Confraternite
con il civico Gonfalone e  gli stendardi  delle Associazioni di Volontariato,

con il Complesso filarmonico  Città di Castelfidardo

Ore 10.30 Concelebrazione Eucaristica unitaria,

delle  Parrocchie.     Corale delle Parrocchie

VENERDI 30 SETTEMBRE  ORE 21  COLLEGIATA S. STEFANO
PIANETA IMMIGRAZIONE

” Ero forestiero: l’avete fatto a Me”  (Matteo 25)

Luca Attanasio presenta il suo libro “IL BAGAGLIO”,

introdotto dal Direttore di Presenza Marino Cesaroni

I consigli pastorali                                                    I Parroci


11 settembre: GIUBILEO ZONALE

Arcidiocesi Ancona-Osimo Quinta Zona Pastorale

  

 DOMENICA 11 SETTEMBRE 2016

     GIUBILEO ZONALE

della   DIVINA    MISERICORDIA          

 “Dio, ricco di Misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere in Cristo”(Ef.2,4-5)

 

“Solo chi sperimenta la Divina Misericordia, impara a essere misericordioso”.(Papa Francesco)

                      PROGRAMMA

ore 14.30 Partenze dalle Parrocchie della Zona pastorale

                 (durante il viaggio:meditazione e preghiera)

ore 15.30 Raduno in Piazza del Senato e inizio del cammino a piedi                       verso la Cattedrale di San Ciriaco

ore 16.00 Passaggio della Porta Santa

ore 16.30 S.MESSA

ore 17.30 Ritorno

Iscrizioni in Parrocchia per il Pulman (entro l’8 settembre)

Chi viene con mezzi propri, segnala in Parrocchia i posti liberi in macchina

Il pellegrinaggio in Cattedrale sostituisce, per quest’anno 2016, quello di Numana.

   DOMENICA 25 SETTEMBRE 2016:

  1. CROCIFISSO di CASTELFIDARDO

                                                               PROGRAMMA

ORE 10 Processione dalla Collegiata al Campo sportivo di via Leoncavallo.

Ore 10.30 Solenne concelebrazione  delle 4 Parrocchie

allo stadio “Leo Gabbanelli”

VENERDI  30 SETTEMBRE ORE 21 COLLEGIATA

Parliamo di immigrazione con il giornalista -scrittore

LUCA ATTANASIO autore del libro:

IL BAGAGLIO.MIGRANTI MINORI NON ACCOMPAGNATI.


Domenica XXIII del Tempo ordinario 4 sett.2016

Si è discepoli di Gesù soltanto se si è capaci di amare 
 

Una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. 

 

Gesù, sempre spiazzante nelle sue proposte, indica tre condizioni per seguirlo. Radicali. La prima: Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Gesù punta tutto sull’amore. Lo fa con parole che sembrano cozzare contro la bellezza e la forza dei nostri affetti, la prima felicità di questa vita. Ma il verbo centrale su cui poggia la frase è: se uno non mi “ama di più”. Allora non di una sottrazione si tratta, ma di una addizione.

 

Gesù non sottrae amori, aggiunge un “di più”. Il discepolo è colui che sulla luce dei suoi amori stende una luce più grande. E il risultato non è una sottrazione ma un potenziamento: Tu sai quanto è bello dare e ricevere amore, quanto contano gli affetti della famiglia, ebbene io posso offrirti qualcosa di ancora più bello. Gesù è la garanzia che i tuoi amori saranno più vivi e più luminosi, perché Lui possiede la chiave dell’arte di amare.

 

La seconda condizione: Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me. Non banalizziamo la croce, non immiseriamola a semplice immagine delle inevitabili difficoltà di ogni giorno, dei problemi della famiglia, della fatica o malattia da sopportare con pace. Nel Vangelo “croce” contiene il vertice e il riassunto della vicenda di Gesù: amore senza misura, disarmato amore, coraggioso amore, che non si arrende, non inganna e non tradisce.

 

La prima e la seconda condizione: amare di più e portare la croce, si illuminano a vicenda; portare la croce significa portare l’amore fino in fondo. Gesù non ama le cose lasciate a metà, perché generano tristezza: se devi costruire una torre siediti prima e calcola bene se ne hai i mezzi. Vuole da noi risposte libere e mature, ponderate e intelligenti.

 

Ed elenca la terza condizione: chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. La rinuncia che Gesù chiede non è un sacrificio, ma un atto di libertà: esci dall’ansia di possedere, dalla illusione che ti fa dire: “io ho, accumulo, e quindi sono e valgo”. “Un uomo non vale mai per quanto possiede, o per il colore della sua pelle, ma per la qualità dei suoi sentimenti “(M. L. King). “Un uomo vale quanto vale il suo cuore” (Gandhi).

 

 


la storia del circolo Toniolo

LA STORIA                                                  

 

                                                   IL CIRCOLO TONIOLO

 

                                               Cronistoria dei primi 85 anni di vita

 

L’11 gennaio 1920 nasce il CIRCOLO GIOVANILE nella “Casa del Popolo nuovo” presso l’attuale Circolo cittadino in via Gramsci, intitolato a GIUSEPPE TONIOLO, in un palazzo acquistato da Don Paolo Pigini, primo assistente ecclesiastico, che coinvolge i giovani, allestendo tra l’altro numerosi spettacoli teatrali (in particolare, operette musicali).

Primo Presidente del Circolo Giovanile è il tipografo Armando Brillarelli.

Nel 1922, dopo un grave episodio di intolleranza in cui alcune squadracce di facinorosi mettono a soqquadro locali e biblioteca del Circolo, obbligando a chiudere l’attività per diverso tempo, viene nominato Presidente Dante Fontanella.

Nel 1930 il Circolo si trasferisce nei locali della Confraternita della Misericordia al Palazzo Mordini vicino alla Chiesetta della Misericordia, custodita dalle suore Carmelitane che accudivano gli anziani del ricovero.

Finche’ sono state a Castelfidardo, le Carmelitane e le Benedettine e gestivano anche l’asilo A San Benedetto pregavano e partecipavano alla S.Messa dietro le grate ancora visibili.

Nel 1938 diviene assistente del Toniolo don Giovanni Barbaccia, affiancando don Paolo Pigini, che ora segue i giovani di A.C. presso l’Istituto S.Anna, coadiuvato da Suor Grazia e dal maestro Osimani..

Don Giovanni Barbaccia non potrà portare a termine molte iniziative intraprese, perché un male inesorabile lo porterà a morte prematura

Nei momenti difficili del regime e della guerra i ragazzi più grandi trovano rifugio nella cantoria della Chiesa di San Benedetto per sfuggire ai rastrellamenti militari.

Dopo il passaggio del fronte (1943) le attività filodrammatiche già   avviate nella prima sede di via Gramsci, hanno un seguito in un teatrino allestito a San Benedetto.

Due novelli sacerdoti castellani sono all’opera: Don Giovanni Simonetti e don Lamberto Pigini. Li seguirà alla fine degli anni quaranta, don Antonio Monaldi e don Ottorino Cesana, venuto dal nord-Italia, determinato e dinamico, organizza la vita religiosa, ricreativa sportiva del Circolo

Nel cortile i ragazzi giocano a pallavolo, pallacanestro, calcio, calcetto: c’è la gloriosa TOPOLINO, la VIS Fidardense ecc…che conseguono notevoli traguardi sportivi. (c’è anche una “gancia” per il gioco delle bocce)

Nei locali interni ping-pong, bigliardo e bigliardino (calcio-balilla), giochi da tavolo; funziona anche una piccola biblioteca. C’è un proiettore per vedere filmini e diapositive

La domenica c’è la Messa a San Benedetto per i ragazzi alle 10, poi tutti a giocare!

Al Circolo ci sono Ragazzini – fiamma bianca – verde – rossa – poi si diventa aspiranti – juniores – seniores.

Le donne di Azione Cattolica preparano i ragazzi ai Sacramenti della Comunione e Cresima

(Serenelli Teresina Bugiolacchi Bice………)

Nasce un bollettino che poi diventa “La voce del Toniolo”. I più grandi danno vita al giornale “Nespola”.

Il Circolo ha sempre avuto un Assistente ecclesiastico: Dopo don Paolo Pigini, don Giacinto Cinelli, don Giovanni Barbaccia, don Antonio Monaldi, don Giovanni Simonetti, don Lamberto Pigini, don Ottorino Cesana è la volta di don Ubaldo Biagioli, don Giuseppe Orlandoni (oggi Vescovo di Senigallia), don Quinto Farabollini, don Franco Pranzetti, don Candido Petraccini, don Moreno Martedì, don Lorenzo Tenti,don Giuseppe Ricotti, don Davide Duca, e, oggi, Don Andrea Cesarini

I preti ad un certo momento facevano sparire il pallone (una volta magari sotto la tonaca!), si va un momento tutti in chiesa e si prega insieme. Poi tutti di nuovo a giocare

“Tanti bei ricordi…per coloro che sono cresciuti a San Benedetto -come scriveva Mons Primo Recanati nel primo numero della Voce del Toniolo – a lodare Iddio con preghiere e canti; tutti passati nelle stanze per le adunanze, recite, gare di bigliardo e ping pong, bisbocciate in occasione di onomastici, compleanni, addii a emigranti e militari. Tanti giovani sono passati nel cortile per le partite di pallacanestro e pallavolo. Furono gli anni più belli!”

 

 

In un altro giornalino del Circolo Toniolo, già Mons. Alfredo Bontempi aveva scritto:

Qui i giovani potrebbero ritrovare trasparente chiarità d’animo, fervore, spontaneità d’impulsi, generosità e disinteresse, perchè gioventù è volontà di conquista, desiderio di lanciarsi e di affermarsi, libertà spirituale, capacità di superarsi, di rinascere ogni ora, fiducia in sé e negli altri, nel proprio avvenire e nella bellezza della vita”.

…… adesso si ricomincia!

 

                       (informazioni raccolte varie fonti e testimonianze castellane

                                                                      a cura di Don Bruno Bottaluscio)

 


3 Luglio 2016

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3 Luglio 2016

La parrocchia affida alla custodia di Maria di Nazareth tutti i bambini


Revival sotto le stelle

Non Mancate…………..Cosa c’e’ di Meglio che ballare e divertirsi con dell’ottima musica…………..sapendo che così si può anche essere solidali……………..Vi aspettiamo numerosi………..

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ACCOGLIAMO MARIA DI NAZARETH !

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     COLLEGIATA S.STEFANO CASTELFIDARDO AN

                       26 GIUGNO -3 LUGLIO 2016

                        SETTIMANA MARIANA

             ACCOGLIAMO MARIA DI NAZARETH

      STELLA DELLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

                

                  

 

 

                                                           PROGRAMMA

                domenica 26 GIUGNO

ore 17.30 Arrivo della statua MARIA di NAZARETH, Stella della Nuova Evangelizzazione

                                             18,00: santo rosario meditato

                                               18,30: Santa Messa / omelia / Consacrazione della famiglia

Lunedì 27 giugno               8.00: santo rosario / 8.30 S.Messa e omelia/ Consacrazione “Totus tuus”

                                             18,00 (Chiesa FIGURETTA): rosario / 18,30: S. Messa / omelia

Martedì 28 giugno          18,00: rosario / 18,30: S. Messa / omelia / Consacrazione personale

Mercoledì 29 giugno     18,00: rosario / 18,30: S. Messa / omelia / Consacrazione degli anziani

Giovedì 30 giugno          18,00: rosario / 18,30: S. Messa / omelia / Consacrazione dei consacrati/e

Venerdì 1 luglio             18,00: rosario / 18,30: S. Messa /omelia / Consacrazione degli ammalati

Sabato 2 luglio                18,00: rosario / 18,30: S. Messa / omelia / Consacrazione della parrocchia

                Domenica 3 luglio   11,00 rosario

                                                        11.30 S.Messa/ omelia / Consacrazione dei bambini

                                                         12.30 Salutiamo la partenza della statua di MARIA DI NAZARETH

 

           


don Giovanni Simonetti

don giovanni simonetti 001 Cari amici,

viene scritta questa e-mail per parlare della nuova “Associazione don Giovanni Simonetti”.

Forse qualcuno di voi, almeno tra quelli della zona di Recanati e Castelfidardo, ha conosciuto don Giovanni Simonetti e soprattutto quei sacerdoti che lo hanno avuto quale padre spirituale per due anni al Pontificio Seminario di Fano. Un sacerdote, un grandissimo amico ma soprattutto un uomo pieno di fede e ricco di cultura, grande appassionato di storia locale e di vecchie tradizioni.

Ha svolto la sua missione pastorale soprattutto nella scuola. È stato professore di filosofia al Liceo classico di Recanati ed erano proprio tanti gli allievi che lo andavano a trovare nelle ore del pomeriggio per discutere con lui: era capace di rendere semplice ogni argomento e di approfondirlo spaziando nelle varie discipline, anche quelle scientifiche.

Le ore del giorno, fuori dalla scuola, le trascorreva in Chiesa, in una piccola stanza della sacrestia, a lavorare con il computer per le sue ricerche.

Quando ha avuto dal Vescovo l’incarico di parroco per la Chiesa di Sant’Agostino di Recanati, ha iniziato a conoscere i parrocchiani, stringendo nel tempo tanti contatti personali.

La sua liturgia era caratterizzata dai canti, quasi sempre quelli popolari, più antichi, che lui ripeteva nel timore che le vecchie tradizioni potessero scomparire. Le omelie dimostravano la sua cultura, soprattutto quando si soffermava ad analizzare l’etimologia delle parole, per noi difficili, presenti nelle Sacre Scritture.

La sua modestia era unica e lo portava a mettersi sempre agli ultimi posti e a pensare “agli ultimi”: tanti immigrati lo andavano a trovare ogni giorno per ricevere un obolo e una parola di speranza.

Pertanto don Giovanni non è stato solo un uomo di cultura e di studio, ma soprattutto una fonte di amore per quanti, bisognosi, accorrevano a lui.

Ricordiamo che quando ci incontrava, ci stringeva entrambe le mani, esprimendo anche in questo modo la sua vicinanza affettiva.

Era con certezza un vero pastore di anime e avere avuto don Giovanni è stata, per la Diocesi di Macerata, una vera Grazia di Dio.

Considerato il valore non comune di questo sacerdote, fra pochi giorni costituiremo una regolare associazione con atto notarile a suo nome, in modo che il suo ricordo viva a lungo nel tempo. La nipote di don Giovanni, Angela Galassi, ricoprirà il ruolo di Presidente.

Tra i documenti di don Giovanni, sono stati rinvenuti ben 35 suoi diari: pagine ricche di riflessioni personali, scritte quotidianamente, per annotare quanto lui stesso avesse realizzato nel corso della giornata.

Pensando di fare cosa gradita ai nostri lettori della Morning Note e di Cronos, spediremo una mail periodica con alcune delle riflessioni che don Giovanni scriveva nel suo diario quotidiano. Tali pensieri certamente potranno essere un elemento di gradita meditazione per ciascuno di noi e, proprio per questo, gratuitamente provvederemo alla loro diffusione.

La presente newsletter porta il numero 1, e ringraziamo quanti vorranno leggerla: abbiamo trascritto alcune frasi, trovate nell’ultimo diario di don Giovanni, scritte tra aprile e maggio 2014.

Ringraziamo e porgiamo distinti saluti.

La Presidente Angela Galassi, nipote di don Simonetti

Il Presidente Onorario don Lamberto Pigini

 

*********

Ecco per oggi alcune frasi di Don Giovanni per le nostre riflessioni

 

13 aprile 2014

Luce e tenebre. Visione e cecità. Udito e sordità. Ci siamo in mezzo e non osservatori.

2 maggio 2014

Talvolta ho la sensazione che siamo gettati nel mondo per conservare lo splendore dei cieli e della terra e per continuare la perennità della sopravvivenza. Ma io ho anche un’anima per trasmettere la bellezza e la verità del pensiero, che vale mille montagne e mille mari.

Giusto è chi riesce a capire e a consegnare la conoscenza della tradizione, che prima di essere codificata è vissuta e ricordata.

N.B. Chi desidera avere  i prossimi numeri

         mandi la sua mail a :

info@associazionedongiovannisimonetti.com


corpus domini: spezzare il pane e spezzarci per gli altri

SS Crocifisso_colore

Omelia di Papa Francesco nella solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (giovedì 26 maggio 2016):
 
 
«Fate questo in memoria di me» (1 Cor 11,24.25).
 
Per due volte l’apostolo Paolo, scrivendo alla comunità di Corinto, riporta questo comando di Gesù nel racconto dell’istituzione dell’Eucaristia. È la testimonianza più antica sulle parole di Cristo nell’Ultima Cena.
 
«Fate questo». Cioè prendete il pane, rendete grazie e spezzatelo; prendete il calice, rendete grazie e distribuitelo. Gesù comanda di ripetere il gesto con cui ha istituito il memoriale della sua Pasqua, mediante il quale ci ha donato il suo Corpo e il suo Sangue. E questo gesto è giunto fino a noi: è il “fare” l’Eucaristia, che ha sempre Gesù come soggetto, ma si attua attraverso le nostre povere mani unte di Spirito Santo.
 
«Fate questo». Già in precedenza Gesù aveva chiesto ai discepoli di “fare”, quello che Lui aveva già chiaro nel suo animo, in obbedienza alla volontà del Padre. Lo abbiamo ascoltato poco fa nel Vangelo. Davanti alle folle stanche e affamate, Gesù dice ai discepoli: «Voi stessi date loro da mangiare» (Lc 9,13). In realtà, è Gesù che benedice e spezza i pani fino a saziare tutta quella gente, ma i cinque pani e i due pesci vengono offerti dai discepoli, e Gesù voleva proprio questo: che, invece di congedare la folla, loro mettessero a disposizione quel poco che avevano.
 
E poi c’è un altro gesto: i pezzi di pane, spezzati dalle mani sante e venerabili del Signore, passano nelle povere mani dei discepoli, i quali li distribuiscono alla gente. Anche questo è “fare” con Gesù, è “dare da mangiare” insieme con Lui. È chiaro che questo miracolo non vuole soltanto saziare la fame di un giorno, ma è segno di ciò che Cristo intende compiere per la salvezza di tutta l’umanità donando la sua carne e il suo sangue (cfr Gv 6,48-58).
 
E tuttavia bisogna sempre passare attraverso quei due piccoli gesti: offrire i pochi pani e pesci che abbiamo; ricevere il pane spezzato dalle mani di Gesù e distribuirlo a tutti. Fare e anche spezzare!
 
Spezzare: questa è l’altra parola che spiega il senso del «fate questo in memoria di me». Gesù si è spezzato, si spezza per noi. E ci chiede di darci, di spezzarci per gli altri. Proprio questo “spezzare il pane” è diventato l’icona, il segno di riconoscimento di Cristo e dei cristiani. Ricordiamo Emmaus: lo riconobbero «nello spezzare il pane» (Lc 24,35).
 
Ricordiamo la prima comunità di Gerusalemme: «Erano perseveranti […] nello spezzare il pane» (At 2,42). È l’Eucaristia, che diventa fin dall’inizio il centro e la forma della vita della Chiesa. Ma pensiamo anche a tutti i santi e le sante – famosi o anonimi – che hanno “spezzato” sé stessi, la propria vita, per “dare da mangiare” ai fratelli.
 
Quante mamme, quanti papà, insieme con il pane quotidiano, tagliato sulla mensa di casa, hanno spezzato il loro cuore per far crescere i figli, e farli crescere bene! Quanti cristiani, come cittadini responsabili, hanno spezzato la propria vita per difendere la dignità di tutti, specialmente dei più poveri, emarginati e discriminati! Dove trovano la forza per fare tutto questo? Proprio nell’Eucaristia: nella potenza d’amore del Signore risorto, che anche oggi spezza il pane per noi e ripete: «Fate questo in memoria di me».
 
Possa anche il gesto della processione eucaristica, che tra poco compiremo, rispondere a questo mandato di Gesù. Un gesto per fare memoria di Lui; un gesto per dare da mangiare alla folla di oggi; un gesto per spezzare la nostra fede e la nostra vita come segno dell’amore di Cristo per questa città e per il mondo intero

PROSSIMI APPUNTAMENTI

SABATO 28 MAGGIO  2016 ore 18:

Pellegrinaggio diocesano Crocette -Loreto

ore 20 Eucaristia nella Basilica  della Santa Casa

DOMENICA 29 MAGGIO 2016 ore 21:

Corpus Domini per le 4 Parrocchie

Concelebrazione in COLLEGIATA e processione fino

a S.Agostino (vie Marconi,Battisti,Borgo Cialdini, IV Novembre)

MARTEDI 31 MAGGIO 2016 ore 21:

Chiusura del mese mariano alla Figuretta

SABATO 4 GIUGNO 2016

Chiusura Anno catechistico:

ore 15 partiamo per Ancona

ore 16 partiamo da Piazza del Senato

ore 16.30 passiamo la Porta Santa della Cattedrale S.Ciriaco

               Celebrazione eucaristica

VENERDI 10 GIUGNO 2016 ore 21 Cinema Astra

Il coraggio della testimonianza, la testimonianza del coraggio