La Parrocchia respira nella DIOCESI   Recently updated !

Carissimo parrocchiano,

quando apri questa pagina della Collegiata Santo Stefano

fai un giro anche sul sito della Diocesi.

Troverai il respiro e la vita della nostra Chiesa diocesana

di cui siamo parte.

Dio ti benedica!

il parroco

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PENTECOSTE   Recently updated !

Quel vento di libertà che scuote i nostri schemi
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
La Bibbia è un libro pieno di vento e di strade. E così sono i racconti della Pentecoste, pieni di strade che partono da Gerusalemme e di vento, leggero come un respiro e impetuoso come un uragano. Un vento che scuote la casa, la riempie e passa oltre; che porta pollini di primavera e disperde la polvere; che porta fecondità e dinamismo dentro le cose immobili, «quel vento che fa nascere i cercatori d’oro» (G. Vannucci).
Riempì la casa dove i discepoli erano insieme. Lo Spirito non si lascia sequestrare in certi luoghi che noi diciamo sacri. Ora sacra diventa la casa. La mia, la tua, e tutte le case sono il cielo di Dio. Venne d’improvviso, e sono colti di sorpresa, non erano preparati, non era programmato. Lo Spirito non sopporta schemi, è un vento di libertà, fonte di libere vite.
Apparvero lingue di fuoco che si posavano su ciascuno. Su ciascuno, nessuno escluso, nessuna distinzione da fare. Lo Spirito tocca ogni vita, le diversifica tutte, fa nascere creatori. Le lingue di fuoco si dividono e ognuna illumina una persona diversa, una interiorità irriducibile. Ognuna sposa una libertà, afferma una vocazione, rinnova una esistenza unica. Abbiamo bisogno dello Spirito, ne ha bisogno questo nostro piccolo mondo stagnante, senza slanci. Per una Chiesa che sia custode di libertà e di speranza.
Lo Spirito con i suoi doni dà a ogni cristiano una genialità che gli è propria. E abbiamo bisogno estremo di discepoli geniali. Abbiamo bisogno cioè che ciascuno creda al proprio dono, alla propria unicità e che metta a servizio della vita la propria creatività e il proprio coraggio. La Chiesa come Pentecoste continua vuole il rischio, l’invenzione, la poesia creatrice, la battaglia della coscienza.
Dopo aver creato ogni uomo, Dio ne spezza la forma e la butta via. Lo Spirito ti fa unico nel tuo modo di amare, nel tuo modo di dare speranza. Unico, nel modo di consolare e di incontrare; unico, nel modo di gustare la dolcezza delle cose e la bellezza delle persone. Nessuno sa voler bene come lo sai fare tu; nessuno ha quella gioia di vivere che hai tu; e nessuno ha il dono di capire i fatti come li comprendi tu. Questa è proprio l’opera dello Spirito: quando verrà lo Spirito vi guiderà a tutta la verità.
Gesù che non ha la pretesa di dire tutto, come invece troppe volte l’abbiamo noi, che ha l’umiltà di affermare: la verità è avanti, è un percorso da fare, un divenire. Ecco allora la gioia di sentire che i discepoli dello Spirito appartengono a un progetto aperto, non a un sistema chiuso, dove tutto è già prestabilito e definito. Che in Dio si scoprono nuovi mari quanto più si naviga. E che non mancherà mai il vento al mio veliero.
(Letture: Atti 2,1-11; Salmo 103; Galati 5,16-25; Giovanni 15,26-27; 16,12-15)

FESTA DEI SANTI PATRONI VITTORE E CORONA

Statua di San Vittore Patrono;
opera di Rodolfo Gasparri

SS.Vittore e Corona Patroni di Castelfidardo

PROGRAMMA RELIGIOSO  2018

 

VITTORE, soldato romano, riceve il dono della fede e dà la vita per testimoniare Gesù Cristo, Re dei martiri, nell’anno 178, a Damasco, in Siria.

CORONA, discepola di Gesù Cristo, prende le difese di Vittore e dona la  vita per amore di Cristo.           Le loro reliquie sono giunte dal mare attraverso il porto di Numana.

CASTELFIDARDO  li ha eletti nostri celesti Patroni   e nel  Grande Giubileo del 2000,  ha dedicato loro  l’altare nella  splendida Cripta della Collegiata, recuperata e restaurata.

I Santi Martiri VITTORE E CORONA  proteggono  la nostra Città,

ci aiutano a vivere con Sapienza questo  tempo,

ci ricordano  la Misericordia di Dio, vera forza per tutti.

 

 

 

 

 

Giovedi 10 Maggio Sala Convegni ore 21.30

“Attraverso le macerie……

per ricostruirsi in comunità”.

Incontro con Claudio Colotti, fotoreporter. (mostra fotografica nell’atrio del Comune)

 

Venerdi 11 maggio Collegiata:

Ore 18:  Sacramento dell’Unzione degli infermi

Ore 21: Incontro famiglie dei cresimandi con l’Arcivescovo Angelo

 

DOMENICA 13 MAGGIO

ore 6.30 Pellegrinaggio a Campocavallo (S.Messa ore 8)

Ore 11 S. Cresime  (Arcivescovo Angelo Spina)

 

LUNEDI 14  MAGGIO

S.Messe ore 8.30   10

Ore 17.00 Fioretto con  famiglie e ragazzi di Comunione e Cresima

Ore17.30  Processione dei Santi Patroni

con il  Civico Gonfalone, Confraternite e Associazioni(Vie Marconi, Soprani, Matteotti)

Partecipa il Complesso Filarmonico “Città di Castelfidardo”

Ore 18.30  Rinnovo della LAMPADA PER LA PACE di Castelfidardo

Concelebrazione eucaristica delle 4 Parrocchie :Presiede l’Arcivescovo Angelo

Preghiera per la PACE, Benedizione con l’intercessione dei Santi Patroni

Corale delle 4 Parrocchie.

 

Ore 23  Estrazione  Lotteria SS. Vittore e Corona


LE GIORNATE DELL’ANIMA

 

 

 

IL PROGRAMMA  PREVEDE UNA TAPPA A CASTELFIDARDO

GIOVEDI 3 MAGGIO  ORE 17.30   EX CINEMA COMUNALE ( via Mazzini)

                                  L’ANIMA DEI GIOVANI : TRA SOGNI E BISOGNI

 

 QUINTA DOMENICA DI PASQUA  29 APRILE 2018

 

 

 

 

GESU’  E’ IL PASTORE BELLO E BUONO !

 
I lupi sono più numerosi degli agnelli, ma non più forti
 
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso […].
Io sono il Pastore buono è il titolo più disarmato e disarmante che Gesù abbia dato a se stesso. Eppure questa immagine, così amata e rassicurante, non è solo consolatoria, non ha nulla di romantico: Gesù è il pastore autentico, il vero, forte e combattivo, che non fugge a differenza dei mercenari, che ha il coraggio per lottare e difendere dai lupi il suo gregge.

Io sono il Pastore bello dice letteralmente il testo evangelico, e noi capiamo che la bellezza del pastore non sta nel suo aspetto esteriore, ma che il suo fascino e la sua forza di attrazione vengono dal suo coraggio e dalla sua generosità. La bellezza sta in un gesto ribadito cinque volte oggi nel Vangelo: io offro! Io non domando, io dono. Io non pretendo, io regalo. Ma non per avere in cambio qualcosa, non per un mio vantaggio. Bello è ogni atto d’amore.
Io offro la vita è molto di più che il semplice prendersi cura del gregge. Siamo davanti al filo d’oro che lega insieme tutta intera l’opera di Dio, il lavoro di Dio è da sempre e per sempre offrire vita. E non so immaginare per noi avventura migliore: Gesù non è venuto a portare un sistema di pensiero o di regole, ma a portare più vita (Gv 10,10); a offrire incremento, accrescimento, fioritura della vita in tutte le sue forme.
Cerchiamo di capire di più. Con le parole Io offro la vita Gesù non intende il suo morire, quel venerdì, per tutti. Lui continuamente, incessantemente dona vita; è l’attività propria e perenne di un Dio inteso al modo delle madri, inteso al modo della vite che dà linfa al tralci, della sorgente che dà acqua viva. Pietro definiva Gesù «l’autore della vita» (At 3,15): inventore, artigiano, costruttore, datore di vita. Lo ripete la Chiesa, nella terza preghiera eucaristica: tu che fai vivere e santifichi l’universo.
Linfa divina che ci fa vivere, che respira in ogni nostro respiro, nostro pane che ci fa quotidianamente dipendenti dal cielo. Io offro la vita significa: vi consegno il mio modo di amare e di lottare, perché solo così potrete battere coloro che amano la morte, i lupi di oggi. Gesù contrappone la figura del pastore vero a quella del mercenario, che vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge perché non gli importa delle pecore.
Invece al pastore buono ogni pecora importa e ogni agnello, a Dio le creature stanno a cuore. Tutte. Ed è come se a ciascuno di noi ripetesse: tu sei importante per me. E io mi prenderò cura della tua felicità. Ci sono i lupi, sì, ma non vinceranno. Forse sono più numerosi degli agnelli, ma non sono più forti. Perché gli agnelli vengono, ma non da soli, portano un pezzetto di Dio in sé, sono forti della sua forza, vivi della sua vita.
(Letture: Atti 4,8-12; Salmo 117; 1 Giovanni 3,1-2; Giovanni 10,11-18)
Testimoni del Risorto con lo stupore dei bambini
 
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma.
Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro (…).
Non sappiamo dove sia Emmaus, quel nome è un simbolo di tutte le nostre strade, quando qualcosa sembra finire, e si torna a casa, con le macerie dei sogni. Due discepoli, una coppia, forse un uomo e una donna, marito e moglie, una famigliola, due come noi: «Lo riconobbero allo spezzare del pane», allo spezzare qualcosa di proprio per gli altri, perché questo è il cuore del Vangelo. Spezzare il pane o il tempo o un vaso di profumo, come a Betania, e poi condividere cammino e speranza.
È cambiato il cuore dei due e cambia la strada: «Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme». L’esilio triste diventa corsa gioiosa, non c’è più notte né stanchezza né città nemica, il cuore è acceso, gli occhi vedono, la vita è fiamma. Non patiscono più la strada: la respirano, respirando Cristo. Diventano profeti.
Stanno ancora parlando e Gesù di persona apparve in mezzo a loro, e disse: Pace a voi. Lo incontri e subito sei chiamato alla serenità: è un Signore che bussa alla mia vita, entra nella mia casa, e il suo saluto è un dono buono, porta pace, pace con me stesso, pace con chi è vicino e chi è lontano. Gesù appare come un amico sorridente, a braccia aperte, che ti accoglie con questo regalo: c’è pace per te.
Mi colpisce il lamento di Gesù «Non sono un fantasma» umanissimo lamento, c’è dentro il suo desiderio di essere accolto come un amico che torna da lontano, da stringere con slancio, da abbracciare con gioia. Non puoi amare un fantasma. E pronuncia, per sciogliere dubbi e paure, i verbi più semplici e più familiari: «Guardate, toccate, mangiamo insieme!» gli apostoli si arrendono ad una porzione di pesce arrostito, al più familiare dei segni, al più umano dei bisogni.
Lo conoscevano bene, Gesù, dopo tre anni di strade, di olivi, di pesci, di villaggi, di occhi negli occhi, eppure non lo riconoscono. E mi consola la fatica dei discepoli a credere. È la garanzia che la Risurrezione di Gesù non è un’ipotesi consolatoria inventata da loro, ma qualcosa che li ha spiazzati. Il ruolo dei discepoli è aprirsi, non vergognarsi della loro fede lenta, ma aprirsi con tutti i sensi ad un gesto potente, una presenza amica, uno stupore improvviso.

E conclude oggi il Vangelo: di me voi siete testimoni. Non predicatori, ma testimoni, è un’altra cosa. Con la semplicità di bambini che hanno una bella notizia da dare, e non ce la fanno a tacere, e gli fiorisce dagli occhi. La bella notizia: Gesù non è un fantasma, è potenza di vita; mi avvolge di pace, di perdono, di risurrezione. Vive in me, piange le mie lacrime e sorride come nessuno. Talvolta vive “al posto mio” e cose più grandi di me mi accadono, e tutto si fa più umano e più vivo.

 

(Letture: Atti 3, 13-15. 17-19; Salmo 4; 1 Giovanni 2, 1-5; Luca 24, 35-48)

 

In Cristo Risorto tutto risorge.

La Speranza non delude chi si affida a Lui.

Se Cristo è risorto, anche la tua vita può risorgere in Lui.

Santa Pasqua a tutti !

 

ORARI SANTE MESSE

 

DOMENICA 8 APRILE  ORE 10.30 EUCARISTIA UNICA E UNITARIA DELLE 4 PARROCCHIE

STADIO “Leo Gabbanelli”  via Leoncavallo


Da Pasqua a Pentecoste… e oltre…

DOMENICA 1 APRILE:PASQUA del SIGNORE 10-11.30-18.30

Lunedi: 8.30-10.30-18.30 Figuretta

 

Sabato 7 aprile: ore 15 INCONTRO-FESTA DEI RAGAZZI DELLE 4 PARROCCHIE(monumento)

DOMENICA 8 APRILE ORE 10.30: EUCARISTIA DELLE 4 PARROCCHIE (stadio Leoncavallo)

 

DOMENICA  29 APRILE e 6 MAGGIO  : ORE 10   MESSA DI COMUNIONE

FIORETTO ore 17.45 Collegiata. ore 21 Figuretta ,San Benedetto  e Centri di ascolto nelle famiglie

 

DOMENICA 13 MAGGIO

ore 6.30 PELLEGRINAGGIO A CAMPOCAVALLO (ore 8 S.MESSA)

ore 11  S. CRESIME:   Arcivescovo Angelo Spina

 

14 MAGGIO  SS. Patroni VITTORE e CORONA  s. messe 8.30-10

Ore  17.30:Processione

18.30: Lampada per la Pace e  EUCARISTIA DELLE 4 PARROCCHIE 

Presiede l’Arcivescovo Angelo Spina

 

SABATO 26 MAGGIO ORE 16.30 PELLEGRINAGGIO Crocette Loreto S.MESSA

DOMENICA 3 giugno: CORPUS DOMINI ore 21 Processione   (Abiti I^ Comunione)

LUGLIO  e AGOSTO: S.Messe  SABATO ORE 18.30  DOMENICA   9(Figuretta)11.30 – 18.30

 


Benvenuto Angelo, Vescovo e Pastore

Saluto della comunità cristiana

“Eccellenza Reverendissima  Vescovo e Pastore Angelo,

benvenuto  in questa Collegiata  Santo Stefano. Le quattro Parrocchie di Castelfidardo,le associazioni e i movimenti,  la salutano con  stima e affetto. Abbiamo   apprezzato il fatto che ha accolto il nostro invito per  Santo Stefano, nei giorni del Natale, quando  tutti desideriamo stare con la nostra famiglia, e Lei ha risposto che dal giorno della sua nomina a Vescovo di Ancona-Osimo, siamo noi la sua famiglia. Grazie!

Le siamo grati ancora di più in questo giorno, nel quale ha appena accompagnato alla Casa del Padre un sacerdote della nostra Diocesi, Don Leonida Fabietti, che il Signore ha voluto in cielo per questo Natale.

Il primo annuncio della Fede è arrivato in queste terre del Piceno, dal mare:

Ancona, dal porto, ha raccolto la testimonianza del primo martire, Santo Stefano, e custodisce ancora  una pietra del martirio,nel museo diocesano accanto alla Cattedrale di san Ciriaco Vescovo  Martire, anche lui venuto dal mare.

Numana, dal mare, ha accolto le reliquie dei  Santi Vittore e Corona , martiri  a Damasco nel 178.

Vittore è un soldato romano che ha conosciuto Gesù Cristo e ha scelto di seguirlo,andando in rotta di collisione con il suo imperatore; così  Corona (=Stefania in greco), che ha preso le difese  di Vittore durante il  processo e ha donato la vita  per amore di Cristo.

Il primo insediamento  nella valle dell’Aspio è opera del legionari romani, tornati dalla campagna di Siria, in congedo: danno vita al Varugliano che prende il nome dal loro coordinatore,  originario di Vèroli ) e al primo tempio dedicato al loro  collega e amico  San Vittore.

Intorno all’anno mille, per motivi di sicurezza, inizia la costruzione del nucleo abitativo sulla collina, accanto al Castello di Ficcardo, e subito prende forma la prima Chiesa, la Pieve dedicata al protomartire Stefano, nel cuore della Piazza del Varugliano, di fronte al Palazzo  comunale. E’ la prima delle attuali tre chiese che compongono la Collegiata e che oggi custodisce la memoria dei Santi Patroni.

 

Castelficcardo si cinge di mura e si articola in tre terzieri: ognuno ha la sua Parrocchia;

fino al 1639, quando nasce “ l’ UNIONE DEI PRETI” e tutti si raccolgono nella Pieve di Santo Stefano che intanto è stata ampliata e innalzata dalla Confraternita del SS.Sacramento.

Fuori le mura, verso Osimo, prende vita il Convento di Sant’Agostino, su una prima Chiesa del 1490, dedicata alla SS. Annunziata. Nel corso degli anni si struttura come Parrocchia.

Il Papa ha premiato la fedeltà di questa terra, cambiando il nome da Castel ficcardo, in CASTELFIDARDO, fino al elevare la Pieve a “Insigne Collegiata” e il Pievano al titolo di Prevosto (Benedetto XIV 1743). Negli statuti comunali del 1500, Castelfidardo ha scelto “VITTORE E CORONA, CELESTI PATRONI, DA ORA E PER SEMPRE”

Insieme agli Agostiniani,Castelfidardo ha  avuto  la presenza  delle  suore Carmelitane e Benedettine, dei Conventuali Francescani: tutti, con i loro carismi, hanno contribuito a costruire il tessuto spirituale e morale delle nuove  generazioni.

Poi è arrivata la Battaglia di  Loreto+Castelfidardo (1860) che in pratica ha segnato  l’unità d’Italia. Alla fine, con il senno del poi, dobbiamo ringraziare il generale Cialdini che ha liberato la Chiesa da  questa palla al piede che era diventato lo Stato  Pontificio.

Le guerre, tutte le guerre,  purtroppo, si portano dietro  povertà,epidemie e morte.

Castelfidardo, con tutta  la Marca di Ancona, in quegli anni  ha sofferto  per epidemie di colera, ricoverando gli appestati nel lazzaretto della “quercia bella” in zona Sant’ Agostino.

Qui ha sperimentato  la carità eroica di Madre Enrichetta Dominici, co-fondatrice, con i Marchesi di Barolo, dell’Istituto delle Suore di Sant’Anna, da poco giunta dal Piemonte,per aprire qui una nuova casa. Le suore ( Le moniche de’ Vetto’, come le chiamavano i castellani), guidate da Madre Enrichetta , sono uscite dal convento, per assistere i malati di peste.

Il Comune di Castelfidardo ha pubblicamente ringraziato le Suore di Sant’Anna per la loro carità, donando all’Istituto una bella statua della Madonna Immacolata, custodita nella loro Chiesetta di San’Anna.

In quel periodo è cresciuta la devozione al SS. Crocifisso, davanti al quale Castelfidardo ha pregato e supplicato , fino a sperimentare la  protezione divina. Ogni anno a Settembre rinnoviamo  la memoria e il grazie a Cristo Crocifisso.

 

La storia e la fama di Castelfidardo è legata alla fisarmonica.

Tutto è iniziato da un gesto di accoglienza verso un pellegrino del nord Europa, in visita al Santuario della  Madonna di Loreto .

Nel suo viaggio di ritorno, riceve ospitalità in casa Soprani e ricambia con un piccolo strumento musicale che portava con sè (1890).

Il boom della fisarmonica ha cambiato la vita e le condizioni  sociali e economiche delle nostre famiglie.

Nel corso dell’ottocento ha preso forma la Parrocchia SS. Annunziata nella frazione Crocette(1827),sulla via di Loreto. L’ultima nata è la Parrocchia Sant’Antonio di Padova, nel quartiere Fornaci (1975).

Oggi le quattro Parrocchie cercano di camminare insieme…

abbiamo armonizzato gli orari delle S.Messe . In questi ultimi decenni siamo passati da 10 sacerdoti e religiosi presenti, a 4 preti per 4 parrocchie.  Stiamo riducendo,non senza difficoltà, il numero delle S.Messe, collaboriamo per le confessioni, i corsi di formazione , i percorsi di preparazione al Matrimonio,..

Castelfidardo (che,  avvicinandosi ai 20.000 abitanti, nel 1988 ha avuto il titolo di Città),ha fatto riferimento, nei secoli, a varie Chiese diocesane (da Numana a Ancona+ Numana, da Loreto a Recanati+Loreto,da Macerata a Osimo e, oggi, Ancona+Osimo).  Dalle Vicarìe, alle zone pastorali, verso  l’unità pastorale ……

Oggi accogliamo a Castelfidardo il Pastore e Vescovo Angelo, sceso dai monti del Molise e dell’Abruzzo e giunto al mare di Numana, per navigare verso il porto di Ancona, il primo ottobre 2017.

Grazie per aver voluto aggiungere le onde del nostro mare al suo stemma episcopale “in caritate coniuncti”.

Ci affidiamo  alla Sua cura e guida pastorale per il cammino che ci attende in questo tempo di profondi cambiamenti  culturali e sociali.

Le assicuriamo la nostra fraterna preghiera, affidandoci alla Santa Famiglia di Betlemme,  Santo Stefano,  Santi Vittore e Corona.

Benvenuto, Angelo,  grazie  e ci benedica.

Il Parroco Prevosto della Collegiata S.Stefano


PRIMA GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

 

Carissimi,

in attesa di incontrarci, vi invito a  leggere con attenzione questa sintesi del documento in oggetto.

Si tratta di mettere in atto iniziative capaci di  aiutarci a capire  quello che Gesù ha detto :

”I POVERI LI AVRETE SEMPRE CON VOI”.

L’apostolo San Giovanni  dice “NON AMIAMO A PAROLE MA CON I FATTI”.

 

Proposte dei Parroci di Castelfidardo:

  1. Sabato 11 novembre  ore 20 Parr. S .Antonio  CENA con i nostri amici della mensa caritas delle quattro parrocchie nel 4^anniversario  dell’apertura.
  2. Mercoledi 15 novembre ore 16 RSA di Castelfidardo  S.MESSA ANIMATA E MOMENTO DI FESTA

 

  1. Domenica 19 novembre giornata mondiale dei poveri

 

  1. Domenica 26 novembre  SOLENNITA’ DI CRISTO RE

Cerchiamo di capire che la povertà non è solo quella economica.

Anche  l’infermità , la solitudine,……….. sono povertà

iN SETTIMANA APRIAMO GLI OCCHI SULLE SITUAZIONI DEL NOSTRO CONDOMINIO O DELLA NOSTRA VIA:

INVITIAMO TUTTI QUELLI CHE POSSONO  A PARTECIPARE, MERCOLEDI 15 ORE 16 alla RSA

E  DOMENICA  26 LI PORTIAMO CON NOI ALLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA IN PARROCCHIA.

 

Dio ci benedica.

 

Il Parroco

 

11 novembre 2017 San Martino di Tours

Sintesi-Messaggio-Poveri-Papa


Angelo Spina è il nostro nuovo Arcivescovo

 

Angelo Spina è il nuovo arcivescovo di Ancona-Osimo (foto LaPresse)

Angelo Spina è il  nostro nuovo Arcivescovo:

Il giorno del suo ingresso in  diocesi ci ha proposto

  5 passi :

          1 Parola di Dio

          2 Preghiera

          3 Penitenza

          4 Pane della Vita

          5 Pace

Insieme, come le dita di una mano,

per accogliere con Gesù,

il REGNO DI DIO,

che passa inevitabilmente attraverso il BENE COMUNE

che come cittadini siamo chiamati a costruire insieme.