La Benedizione delle Famiglie 2017

Parrocchia COLLEGIATA Santo Stefano CASTELFIDARDO
www.santostefanocastelfidardo.it email: parrocchia@santostefanocastelfidardo.it
A.D. 2017 tel. 071 90 11 428 -3397808040
BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE
ORARIO Mattino: 9 – 13 Pomeriggio: 15.30 – 21
Orario S. Messe festive: 18.30 (sabato) 10 11.30 18.30
Feriali: 18.30 (Lunedi 8.30 Collegiata, 18.30 Figuretta)

PACE A QUESTA CASA E AI SUOI ABITANTI!
La benedizione della famiglia nella casa è un atto di fede
nella presenza del Signore Gesu’ Cristo Crocifisso e Risorto,
dono della MISERICORDIA del Padre, da cercare e accogliere ogni giorno!
Giovedi 2 marzo P.za Rep.Mazzini M.bello Vic. 5^ Cavour Trento-Trieste,
Venerdi 3 marzo Battisti, Filzi. S. Soprani,
Sabato 4 marzo Rosselli Breccia Casanova Vicolo I
Lunedi 6 marzo P. Soprani Toti
Martedi 7 marzo IV Novembre
Mercol. 8 marzo Gramsci Angeloni Sauro Mordini
Giovedi 9 marzo Garibaldi XVlll Settembre Roma
Venerdi 10 marzo Tagliamento Asiago Contrada Concia
Sabato 11 marzo Marconi
Lunedi 13 marzo I Maggio Diaz Cadorna1-31
Martedi 14 marzo Matteotti
Mercol. 15 marzo Bandiera
Giovedi 16 marzo Redipuglia Istria Carso
Venerdi 17marzo Rizzo Dallape’
Sabato 18 marzo Cerretano Campograsso Recanatese
Lunedi 20 marzo Paolo VI Meucci
Martedi 21 marzo Gorizia Oberdan Montello
Mercol. 22 marzo Piave
Giovedi 23 marzo Cervi Turati Sport Michelangelo XXIV Maggio
Venerdi 24 marzo Iesina Squartabue
Sabato 25 marzo Foscolo Carducci
Lunedi 27 marzo Sanzio Mancini Montessori (31-35)
Martedi 28 marzo Bassi Baracca
Mercoledi 29 marzo Vivaldi Leoncavallo
Giovedi 30marzo Manzoni Da Fabriano Colombo (prima parte)
Venerdi 31 marzo Colombo (seconda parte)
Sabato 1 aprile Giotto M.Figuretta Quasimodo
Lunedi 3 aprileAlighieri (prima parte) Boccaccio
Martedi 4 aprile Alighieri (seconda parte)Ungaretti
Mercoledi 5 aprile Alighieri (terza parte) Pescara Merla Donne partigiane
Giovedi 6 aprile Parini Petrarca Pascoli Alfieri Montessori
Venerdi 7 aprile Che Guevara
Sabato 8 aprile XXV aprile Resistenza
Lunedi 10, martedi11, mercoledi 12 aprile: recuperi
Per Benedizione uffici, fabbriche, negozi e altre attività tel.071 90 11 428 )


da Quaresima a Pasqua 2017

Parrocchia COLLEGIATA Santo STEFANO CASTELFIDARDO AN 071-9011428
www.santostefanocastelfidardo.it email: parrocchia@santostefanocastelfidardo.it
PASQUA del SIGNORE GESU’ CRISTO
2017 DALLA QUARESIMA ALLA PENTECOSTE

MERCOLEDI 1 MARZO : LE CENERI Ore 18.30 S. Messa e imposizione delle ceneri
Ore 21.15 Celebrazione penitenziale (confessioni)
In Quaresima 9.30-13 // 15.30 -21 Visita e Benedizione pasquale delle famiglie

DOMENICA 12 MARZO Ritiro quaresimale :
ore 15 Adorazione eucaristica
ore 16.30 Presentazione della lettera apostolica a seguito dell’anno santo:
“ MISERICORDIA ET MISERA” (Papa Francesco)

Ogni VENERDI di quaresima ORE 17.45 VIA CRUCIS guidata dalla 3^ eta’
ORE 18.30 Catechesi Eucaristia Adorazione

DOMENICA 19 MARZO ore 11.30 Anniversari Matrimonio (dom. 12 marzo ore 16.30: Preparazione )

Venerdì 7 APRILE ore 18.30 CELEBRAZIONE PENITENZIALE
Ore 21 VIA CRUCIS CITTADINA nel Centro storico
Tr.Trieste-rosselli-angeloni-mordini-battisti-vicolo I-burattini-p.marina-garibaldi

CONFESSIONI PASQUALI :
SABATO 1 aprile ore 14.45: 2°media ore 15.30 3°media
SABATO 8 aprile ore14.45: 5°el ore 15.30 1° media
SABATO SANTO dalle ore 15: confessioni per tutti
DOMENICA DELLE PALME 9 APRILE: ore 10 (Figuretta) Benedizione delle Palme
Processione fino in Collegiata (N.B. Messa unica tra le 10 e 11.30)
GIOVEDI SANTO ore 18.30 LA CENA DEL SIGNORE ore 21.30 – 24: ADORAZIONE
VENERDI SANTO ore 15.00 TRE ORE. Ore 21.30 Processione del Cristo morto(anni pari Manzoni;dispari Colombo)
SABATO SANTO ore 21.30 Veglia pasquale (Fuoco, Parola, Battesimo, Eucaristia)

DOMENICA 16 APRILE: PASQUA del SIGNORE 10 -11.30 – 18.30 Lunedi: 8.30-10.30-18.30Figuretta
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DOMENICA 23 APRILE : ORE 10 MESSA DI COMUNIONE

FIORETTO ore 17.45 Collegiata. ore 21 Figuretta , San Benedetto e Centri di ascolto nelle famiglie

DOMENICA 7 MAGGIO ore 11 S. CRESIME
13 MAGGIO ORE 21 Fioretto e Lampada per la Pace
14 MAGGIO SS. Patroni VITTORE e CORONA (7.30-10- 17.30:Processione
18.30 EUCARISTIA DELLE 4 PARROCCHIE

SABATO 27 MAGGIO ORE 16.30 PELLEGRINAGGIO Crocette Loreto S.MESSA
DOMENICA 28 MAGGIO ORE 6.30 PELLEGRINAGGIO A CAMPOCAVALLO (ore 8 S.MESSA)
DOMENICA 18 giugno: CORPUS DOMINI ore 21 S.Antonio-Piazza Repub. (Abiti I^ Comunione)
LUGLIO e AGOSTO S.Messe SABATO ORE 18.30 DOMENICA 9(Figuretta)11.30 – 18.30


MISERICORDIA ET MISERA   Recently updated !

Domenica 12 marzo ore 15: Adorazione
ore 16,30 Presentazione della Lettera apostolica
di Papa Francesco a conclusione del Giubileo straordinario della MISERICORDIA


Amare i nemici Domenica 19 febbraio 2017

Amare i nemici, la (difficile) concretezza della santità

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?…».

Avete inteso che fu detto: occhio per occhio – ed era già un progresso enorme rispetto al grido selvaggio di Lamec, figlio di Caino: ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido (Gen 4,23) – , ma io vi dico se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra. Porgi l’altra guancia, che vuol dire: sii disarmato, non incutere paura. Gesù non propone la passività morbosa del debole, ma una iniziativa decisa e coraggiosa: riallaccia tu la relazione, fa’ tu il primo passo, perdonando, ricominciando, rattoppando coraggiosamente il tessuto della vita, continuamente lacerato dalla violenza.

Il cristianesimo non è una religione di schiavi che abbassano la testa e non reagiscono; non è la morale dei deboli, che nega la gioia di vivere, ma la religione degli uomini totalmente liberi, come re, padroni delle proprie scelte anche davanti al male, capaci di disinnescare la spirale della vendetta e di inventare reazioni nuove, attraverso la creatività dell’amore, che fa saltare i piani, non ripaga con la stessa moneta, scombina le regole ma poi rende felici.

È scritto: Amerai il prossimo e odierai il nemico, ma io vi dico: amate i vostri nemici. Tutto il Vangelo è qui: amatevi, altrimenti vi distruggerete. Altrimenti la vittoria sarà sempre del più violento, del più armato, del più crudele. Gesù intende eliminare il concetto stesso di nemico. Violenza produce violenza come una catena infinita. Io scelgo di spezzarla. Di non replicare su altri ciò che ho subito. Ed è così che mi libero.

Il Vangelo mette in fila una serie di verbi che chiedono cose difficili: amate, pregate, porgete, benedite, prestate, fate: per primi, ad amici e nemici. La concretezza della santità, niente di astratto e lontano, santità terrestre che profuma di casa, di pane, di incontri. Non sono precetti, ma offerta di un potere, trasmissione da Dio all’uomo di una forza, di una energia divina.

Infatti dove sta il centro da cui scaturisce tutto? Sta nelle parole: perché siate figli del Padre vostro che fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi. Da Padre a figli: c’è come una trasmissione di eredità, una eredità di comportamenti, di affetti, di valori, di forza, di solarità. Perché ogni volta che noi chiediamo al Signore: “Donaci un cuore nuovo” , noi stiamo invocando di poter avere un giorno il cuore di Dio, e gli stessi suoi sentimenti, la sua perfezione.

È straordinario, verrà il giorno in cui il nostro cuore che ha fatto tanta fatica a imparare l’amore, sarà il cuore stesso di Dio e allora saremo capaci di un amore che rimane in eterno, che sarà la nostra anima, per sempre, e che sarà l’anima del mondo.

(Letture: Levitico 19,1-2.17-18; Salmo 102; 1 Corinzi 3,16-23; Matteo 5,38-48)


LA PACE E’ VITA, LA VITA E’ PACE ! (5 FEBBRAIO 2017)   Recently updated !

Se hai come unica regola di vita l’amore, sarai luce e sale per la vita.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

«Voi siete il sale, voi siete la luce della terra». Il Vangelo è sale e luce, è come un istinto di vita che penetra nelle cose, si oppone al loro degrado e le fa durare. È come un istinto di bellezza, che si posa sulla superficie delle cose, come fa la luce, le accarezza, non fa rumore, non fa violenza mai, ne fa invece emergere forme, colori, armonie e legami, il più bello che c’è in loro. Così il discepolo-luce è uno che ogni giorno accarezza la vita e ne rivela il bello, uno dai cui occhi emana il rispetto amoroso per ogni vivente.

Voi siete il sale, voi avete il compito di preservare ciò che nel mondo vale e merita di durare, di opporvi ai corruttori, di dare sapore, di far gustare il buono della vita. Voi siete la luce del mondo. Una affermazione che ci sorprende, che Dio sia luce lo crediamo; ma credere che anche l’uomo sia luce, che lo sia anch’io e anche tu, con i nostri limiti e le nostre ombre, questo è sorprendente. E lo siamo già adesso, se respiriamo vangelo. La luce è il dono naturale di chi ha respirato Dio.

Quando tu segui come unica regola di vita l’amore, allora sei luce e sale per chi ti incontra. Quando due sulla terra si amano, diventano luce nel buio, lampada ai passi di molti, piacere di vivere e di credere. In ogni casa dove ci si vuol bene, viene sparso il sale che dà sapore buono alla vita. Chi vive secondo il vangelo è una manciata di luce gettata in faccia al mondo (Luigi Verdi). E non facendo il maestro o il giudice, ma con le opere: risplenda la vostra luce nelle vostre opere buone.

Sono opere di luce i gesti dei poveri, di chi ha un cuore bambino, degli affamati di giustizia, dei mai arresi cercatori di pace, i gesti delle beatitudini, che si oppongono a ciò che corrompe il cammino del mondo: violenza e denaro. La luce non illumina se stessa, il sale non serve a se stesso. Così ogni credente deve ripetere la prima lezione delle cose: a partire da me, ma non per me. Una religione che serva solo a salvarsi l’anima non è quella del Vangelo.

Ma se il sale perde sapore, se la luce è messa sotto a un tavolo, a che cosa servono? A nulla. Così noi, se perdiamo il vangelo, se smussiamo la Parola e la riduciamo a uno zuccherino, se abbiamo occhi senza luce e parole senza bruciore di sale, allora corriamo il rischio mortale dell’insignificanza, di non significare più nulla per nessuno.

L’umiltà della luce e del sale: perdersi dentro le cose. Come suggerisce il profeta Isaia: «Illumina altri e ti illuminerai, guarisci altri e guarirai» (Isaia 58,8). Non restare curvo sulle tue storie e sulle tue sconfitte, ma occupati della terra, della città. Chi guarda solo a se stesso non si illumina mai.

(Letture: Isaia 58,7-10; Salmo 111; 1 Corinzi 2,1-5; Matteo 5,13-16)


Andiamo verso la Luce : BUON NATALE !

Perché sono nato, dice Dio

Sono nato nudo, dice Dio,
perché tu sappia spogliarti di te stesso.
Sono nato povero,
perché tu possa considerarmi l’unica ricchezza.
Sono nato in una stalla,
perché tu impari a santificare ogni ambiente.
Sono nato debole, dice Dio,
perché tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore,
perché tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato di notte,
perché tu creda che io posso illuminare qualsiasi realtà.
Sono nato persona, dice Dio,
perché tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.
Sono nato uomo,
perché tu possa essere “dio”.
Sono nato perseguitato,
perché tu sappia accettare le difficoltà.
Sono nato nella semplicità,
perché tu smetta di essere complicato.
Sono nato nella tua vita, dice Dio,
per portare tutti alla casa del Padre.


E’ NATALE ! Gesù, sei Tu quello che deve venire?

Il miracolo del seme e del lievito che non si «spegne»

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle (…).

Sei tu o no quello che il mondo attende? Grande domanda che permane intatta: perseveriamo dietro il Vangelo o cerchiamo altrove? Giovanni è colto dal dubbio, eppure Gesù non perde niente della stima immensa che nutre per lui: È il più grande! I dubbi non diminuiscono la fede del profeta. Così è per noi: non esiste fede senza dubbi; io credo e dubito, e Dio continua a volermi bene; mescolo fede e dubbi e la sua fiducia resta intatta.

Sei tu? Gesù non risponde con argomentazioni, ma con un elenco di fatti: ciechi, storpi, sordi, lebbrosi, guariscono, si rimettono in cammino hanno una seconda opportunità, la loro vita cambia. Dove il Signore tocca, porta vita, guarisce, fa fiorire. La risposta ai nostri dubbi è semplice: se l’incontro con Lui ha cambiato qualcosa, ha prodotto gioia, coraggio, fiducia, apertura del cuore, generosità, bellezza del vivere, se vivo meglio allora è lui quello che deve venire.

I fatti che Gesù elenca non hanno cambiato il mondo, eppure quei piccoli segni bastano perché non consideriamo più il mondo come un malato inguaribile. Gesù non ha mai promesso di risolvere i problemi della storia con i suoi miracoli. Ha promesso qualcosa di molto più grande: il miracolo del seme, il lavoro oscuro ma inarrestabile del seme che fiorirà. Non ci ha fornito pane già pronto, ma un lievito che non si spegne.

Sta a noi ora prolungare i gesti che Gesù elenca: «Se io riesco ad aiutare una sola persona a vivere meglio, questo è già sufficiente a giustificare il dono della mia vita. È bello essere popolo fedele di Dio. E acquistiamo pienezza quando rompiamo le pareti e il nostro cuore si riempie di volti e di nomi!» (Francesco, Evangelii gaudium, n. 274).

La fede è fatta di due cose: di occhi che vedono il sogno di Dio e di mani pazienti e fiduciose come quelle del contadino che «aspetta con costanza il prezioso frutto della terra» (Giacomo 5,7). Di uno stupore, come un innamoramento per un mondo nuovo possibile, e di lavoro concreto per volti e nomi che riempiono il cuore. Anche di fatica: «Fino a che c’è fatica c’è speranza» (don Milani).

Beato chi che non si scandalizza di me. Gesù portava scandalo e lo porta oggi, a meno che non ci facciamo un Cristo a nostra misura e addomestichiamo il suo messaggio: non stava con la maggioranza, ha cambiato il volto di Dio e del potere, ha messo pubblicani e prostitute prima dei sacerdoti, ha fatto dei poveri i principi del suo regno.

Gesù: un uomo solo, con un pugno di amici, di fronte a tutti i mali del mondo. Beato chi lo sente come piccolo e fortissimo seme di luce, goccia di fuoco che vive e opera nel cuore dell’uomo. Unico miracolo di cui abbiamo bisogno.

(Matteo 11,2-11)

ORARI DI NATALE

Il Natale sarà bianco non perchè nevica,
ma perchè siamo in Grazia di Dio, immacolati, come Maria!

Allora accogliamo il Bambino che è nato a Betlemme:

SABATO 24 DICEMBRE ore 24 Messa di mezzanotte

DOMENICA 25 DICEMBRE NATALE: ore 10 11.30 18.30

LUNEDI 26 DICEMBRE S.STEFANO PATRONO ore 10 11.30 18.30
ORE 17 CONCERTO DI NATALE

SABATO 31 DICEMBRE ORE 18.30 TE DEUM
DOMENICA 1 GENNAIO 2017 MARIA MADRE DI DIO ore 10 11.30 18.30
Preghiera per la PACE
VENERDI 6 GENNAIO EPIFANIA ORE 10 11.30 18.30
DOMENICA 8 GENNAIO BATTESIMO DEL SIGNORE ore 10 11.30 18.30


CATECHISMO 2016/17

I gruppi ACR di 1^ 2^ 3^ 4^ elementare si incontrano il Sabato
ore 14.45- 16, presso l’Istituto delle Suore di Sant’Anna.

I gruppi di 5^ elementare, 1^ 2^ Media, in casa parrocchiale.

I gruppi di 3^ Media, al Circolo Toniolo.

SABATO 19-25 Novembre oe 15-16: Incontro per famiglie 2^ media
teatrino delle Suore diS.Anna
(portare gli Atti degli Apostoli)


LA preghiera gradita a Dio

L’«ego» del fariseo e il «cuore» del pubblicano

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.

Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

Due uomini vanno al tempio a pregare. Uno, ritto in piedi, prega ma come rivolto a se stesso: «O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, impuri…». Inizia con le parole giuste, l’avvio è biblico: metà dei Salmi sono di lode e ringraziamento. Ma mentre a parole si rivolge a Dio, il fariseo in realtà è centrato su se stesso, stregato da una parola di due sole lettere, che non si stanca di ripetere, io: io ringrazio, io non sono, io digiuno, io pago.

Ha dimenticato la parola più importante del mondo: tu. Pregare è dare del tu a Dio. Vivere e pregare percorrono la stessa strada profonda: la ricerca mai arresa di un tu, un amore, un sogno o un Dio, in cui riconoscersi, amati e amabili, capaci di incontro vero. «Io non sono come gli altri»: e il mondo gli appare come un covo di ladri, dediti alla rapina, al sesso, all’imbroglio. Una slogatura dell’anima: non si può pregare e disprezzare; non si può cantare il gregoriano in chiesa e fuori essere spietati. Non si può lodare Dio e demonizzare i suoi figli. Questa è la paralisi dell’anima.

In questa parabola di battaglia, Gesù ha l’audacia di denunciare che la preghiera può separarci da Dio, può renderci “atei”, mettendoci in relazione con un Dio che non esiste, che è solo una proiezione di noi stessi. Sbagliarci su Dio è il peggio che ci possa capitare, perché poi ci si sbaglia su tutto, sull’uomo, su noi stessi, sulla storia, sul mondo (Turoldo). Il pubblicano, grumo di umanità curva in fondo al tempio, ci insegna a non sbagliarci su Dio e su noi: fermatosi a distanza, si batteva il petto dicendo: «O Dio, abbi pietà di me peccatore».

C’è una piccola parola che cambia tutto nella preghiera del pubblicano e la fa vera: «tu». Parola cardine del mondo: «Signore, tu abbi pietà». E mentre il fariseo costruisce la sua religione attorno a quello che egli fa per Dio (io prego, pago, digiuno…), il pubblicano la costruisce attorno a quello che Dio fa per lui (tu hai pietà di me peccatore) e si crea il contatto: un io e un tu entrano in relazione, qualcosa va e viene tra il fondo del cuore e il fondo del cielo. Come un gemito che dice: «Sono un ladro, è vero, ma così non sto bene, così non sono contento. Vorrei tanto essere diverso, non ce la faccio, ma tu perdona e aiuta».

«Tornò a casa sua giustificato». Il pubblicano è perdonato non perché migliore o più umile del fariseo (Dio non si merita, neppure con l’umiltà), ma perché si apre – come una porta che si socchiude al sole, come una vela che si inarca al vento – si apre alla misericordia, a questa straordinaria debolezza di Dio che è la sua unica onnipotenza, la sola forza che ripartorisce in noi la vita.

(Letture: Siracide 35,15-17.20-22; Salmo 33; 2 Timoteo 4,6-8.16-18; Luca 18,9-14)