Gesù Cristo e’ la Luce del mondo !

Affidarsi a Dio, come mendicanti persi nel buio

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia».

Ed egli diceva: «Sono io!». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». (…)

Gesù vide un uomo cieco dalla nascita… Gesù vede. Vede lo scarto della città, l’ultimo della fila, un mendicante cieco. L’invisibile. E se gli altri tirano dritto, Gesù no, si ferma. Senza essere chiamato, senza essere pregato. Gesù non passa oltre, per lui ogni incontro è una meta. Vale anche per noi, ci incontra così come siamo, rotti come siamo: «Nel Vangelo il primo sguardo di Gesù non si posa mai sul peccato, ma sempre sulla sofferenza della persona» (Johannes Baptist Metz).

I discepoli che da anni camminano con lui, i farisei che hanno già raccolto le pietre per lapidarlo, tutti per prima cosa cercano le colpe (chi ha peccato, lui o i suoi genitori?), cercano peccati per giustificare quella cecità. Gesù non giudica, si avvicina. E senza che il cieco gli chieda niente, fa del fango con la saliva, stende un petalo di fango su quelle palpebre che coprono il nulla.

Gesù è Dio che si contamina con l’uomo, ed è anche l’uomo che si contagia di cielo. Ogni uomo, ogni donna, ogni bambino che viene al mondo, che viene alla luce, è una mescolanza di terra e di cielo, una lucerna di argilla che custodisce un soffio di luce. Vai a lavarti alla piscina di Siloe… Il mendicante cieco si affida al suo bastone e alla parola di uno sconosciuto. Si affida quando il miracolo non c’è ancora, quando c’è solo buio intorno. Andò alla piscina e tornò che ci vedeva.

Non si appoggia più al suo bastone; non siederà più a terra a invocare pietà, ma ritto in piedi cammina con la faccia nel sole, finalmente libero. Finalmente uomo. «Figlio della luce e del giorno» (1Ts 5,5), ridato alla luce, ri-partorito a una esistenza di coraggio e meraviglia. Per la seconda volta Gesù guarisce di sabato. E invece del canto di gioia entra nel Vangelo un’infinita tristezza. Ai farisei non interessa la persona, ma il caso da manuale; non interessa la vita ritornata a splendere in quegli occhi ma la “sana” dottrina.

E avviano un processo per eresia: l’uomo passa da miracolato a imputato. Ma Gesù continua il suo annuncio del volto d’amore del Padre: a Dio per prima cosa interessa un uomo liberato, veggente, incamminato; un rapporto che generi gioia e speranza, che porti libertà e che faccia fiorire l’umano! Gesù sovverte la vecchia religione divisa e ferita, ricuce lo strappo, unisce il Dio della vita e il Dio della dottrina, e lo fa mettendo al centro l’uomo.

La gloria di Dio è un uomo con la luce negli occhi e nel cuore. Gli uomini della vecchia religione dicono: Gloria di Dio è il precetto osservato e il peccato espiato! E invece no, gloria di Dio è un mendicante che si alza, un uomo con occhi che si riempiono di luce. E ogni cosa ne è illuminata.

(Letture: 1 Samuele 16,1.4.6-7.10-13; Salmo 22; Efesini 5,8-14; Giovanni 9,1-41


Se tu conoscessi il Dono di Dio!

TERZA DOMENICA DI QUARESIMA
con Gesù Giuseppe e Maria al centro delle nostre Famiglie.

Una sorgente intera in cambio di un sorso d’acqua

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». (…)

Vuoi riannodare i fili di un amore? Gesù, maestro del cuore, ci mostra il metodo di Dio, in uno dei racconti più ricchi e generativi del Vangelo.
Gesù siede stanco al pozzo di Sicar; giunge una donna senza nome e dalla vita fragile. È l’umanità, la sposa che se n’è andata dietro ad altri amori, e che Dio, lo sposo, vuole riconquistare. Perché il suo amore non è stanco, e non gli importano gli errori ma quanta sete abbiamo nel cuore, quanto desiderio.

Questo rapporto sponsale, la trama nuziale tra Dio e l’umanità è la chiave di volta della Bibbia, dal primo all’ultimo dei suoi 73 libri: dal momento che ti mette in vita, Dio ti invita alle nozze con lui. Ognuno a suo modo sposo. Dammi da bere. Lo sposo ha sete, ma non di acqua, ha sete di essere amato. Gesù inizia il suo corteggiamento (la fede è la risposta al corteggiamento di Dio) non rimproverando ma offrendo: se tu sapessi il dono…

Il dono è il tornante di questa storia d’amore, la parola portante della storia sacra. Dio non chiede, dona; non pretende, offre: Ti darò un’acqua che diventa sorgente. Una sorgente intera in cambio di un sorso d’acqua. Un simbolo bellissimo: la fonte è molto più di ciò che serve alla tua sete; è senza misura, senza fine, senza calcolo. Esuberante ed eccessiva. Immagine di Dio: il dono di Dio è Dio stesso che si dona. Con una finalità precisa: che torniamo tutti ad amarlo da innamorati, non da servi; da innamorati, non da sottomessi.

Vai a chiamare colui che ami. Gesù quando parla con le donne va diritto al centro, al pozzo del cuore; il suo è il loro stesso linguaggio, quello dei sentimenti, del desiderio, della ricerca di ragioni forti per vivere. Solo fra le donne Gesù non ha avuto nemici. Il suo sguardo creatore cerca il positivo di quella donna, lo trova e lo mette in luce per due volte: hai detto bene; e alla fine della frase: in questo hai detto il vero.

Trova verità e bene, il buono e il vero anche in quella vita accidentata. Vede la sincerità di un cuore vivo ed è su questo frammento d’oro che si appoggia il resto del dialogo. Non ci sono rimproveri, non giudizi, non consigli, Gesù invece fa di quella donna un tempio. Mi domandi dove adorare Dio, su quale monte? Ma sei tu, in spirito e verità, il monte; tu il tempio in cui Dio viene.

E la donna lasciata la sua anfora, corre in città: c’è uno che mi ha detto tutto di me… La sua debolezza diventa la sua forza, le ferite di ieri feritoie di futuro. Sopra di esse costruisce la sua testimonianza di Dio. Un racconto che vale per ciascuno di noi: non temere le tue debolezze, ma costruiscici sopra. Possono diventare la pietra d’angolo della tua casa, del tempio santo che è il tuo cuore.

(Letture: Esodo 17,3-7; Salmo 94; Romani 5,1-2.5-8; Giovanni 4,5-42)


La Benedizione delle Famiglie 2017

Parrocchia COLLEGIATA Santo Stefano CASTELFIDARDO
www.santostefanocastelfidardo.it email: parrocchia@santostefanocastelfidardo.it
A.D. 2017 tel. 071 90 11 428 -3397808040
BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE
ORARIO Mattino: 9 – 13 Pomeriggio: 15.30 – 21
Orario S. Messe festive: 18.30 (sabato) 10 11.30 18.30
Feriali: 18.30 (Lunedi 8.30 Collegiata, 18.30 Figuretta)

PACE A QUESTA CASA E AI SUOI ABITANTI!
La benedizione della famiglia nella casa è un atto di fede
nella presenza del Signore Gesu’ Cristo Crocifisso e Risorto,
dono della MISERICORDIA del Padre, da cercare e accogliere ogni giorno!
Giovedi 2 marzo P.za Rep.Mazzini M.bello Vic. 5^ Cavour Trento-Trieste,
Venerdi 3 marzo Battisti, Filzi. S. Soprani,
Sabato 4 marzo Rosselli Breccia Casanova Vicolo I
Lunedi 6 marzo P. Soprani Toti
Martedi 7 marzo IV Novembre
Mercol. 8 marzo Gramsci Angeloni Sauro Mordini
Giovedi 9 marzo Garibaldi XVlll Settembre Roma
Venerdi 10 marzo Tagliamento Asiago Contrada Concia
Sabato 11 marzo Marconi
Lunedi 13 marzo I Maggio Diaz Cadorna1-31
Martedi 14 marzo Matteotti
Mercol. 15 marzo Bandiera
Giovedi 16 marzo Redipuglia Istria Carso
Venerdi 17marzo Rizzo Dallape’
Sabato 18 marzo Cerretano Campograsso Recanatese
Lunedi 20 marzo Paolo VI Meucci
Martedi 21 marzo Gorizia Oberdan Montello
Mercol. 22 marzo Piave
Giovedi 23 marzo Cervi Turati Sport Michelangelo XXIV Maggio
Venerdi 24 marzo Iesina Squartabue
Sabato 25 marzo Foscolo Carducci
Lunedi 27 marzo Sanzio Mancini Montessori (31-35)
Martedi 28 marzo Bassi Baracca
Mercoledi 29 marzo Vivaldi Leoncavallo
Giovedi 30marzo Manzoni Da Fabriano Colombo (prima parte)
Venerdi 31 marzo Colombo (seconda parte)
Sabato 1 aprile Giotto M.Figuretta Quasimodo
Lunedi 3 aprileAlighieri (prima parte) Boccaccio
Martedi 4 aprile Alighieri (seconda parte)Ungaretti
Mercoledi 5 aprile Alighieri (terza parte) Pescara Merla Donne partigiane
Giovedi 6 aprile Parini Petrarca Pascoli Alfieri Montessori
Venerdi 7 aprile Che Guevara
Sabato 8 aprile XXV aprile Resistenza
Lunedi 10, martedi11, mercoledi 12 aprile: recuperi
Per Benedizione uffici, fabbriche, negozi e altre attività tel.071 90 11 428 )


da Quaresima a Pasqua 2017

Parrocchia COLLEGIATA Santo STEFANO CASTELFIDARDO AN 071-9011428
www.santostefanocastelfidardo.it email: parrocchia@santostefanocastelfidardo.it
PASQUA del SIGNORE GESU’ CRISTO
2017 DALLA QUARESIMA ALLA PENTECOSTE

MERCOLEDI 1 MARZO : LE CENERI Ore 18.30 S. Messa e imposizione delle ceneri
Ore 21.15 Celebrazione penitenziale (confessioni)
In Quaresima 9.30-13 // 15.30 -21 Visita e Benedizione pasquale delle famiglie

DOMENICA 12 MARZO Ritiro quaresimale :
ore 15 Adorazione eucaristica
ore 16.30 Presentazione della lettera apostolica a seguito dell’anno santo:
“ MISERICORDIA ET MISERA” (Papa Francesco)

Ogni VENERDI di quaresima ORE 17.45 VIA CRUCIS guidata dalla 3^ eta’
ORE 18.30 Catechesi Eucaristia Adorazione

DOMENICA 19 MARZO ore 11.30 Anniversari Matrimonio (dom. 12 marzo ore 16.30: Preparazione )

Venerdì 7 APRILE ore 18.30 CELEBRAZIONE PENITENZIALE
Ore 21 VIA CRUCIS CITTADINA nel Centro storico
Tr.Trieste-rosselli-angeloni-mordini-battisti-vicolo I-burattini-p.marina-garibaldi

CONFESSIONI PASQUALI :
SABATO 1 aprile ore 14.45: 2°media ore 15.30 3°media
SABATO 8 aprile ore14.45: 5°el ore 15.30 1° media
SABATO SANTO dalle ore 15: confessioni per tutti
DOMENICA DELLE PALME 9 APRILE: ore 10 (Figuretta) Benedizione delle Palme
Processione fino in Collegiata (N.B. Messa unica tra le 10 e 11.30)
GIOVEDI SANTO ore 18.30 LA CENA DEL SIGNORE ore 21.30 – 24: ADORAZIONE
VENERDI SANTO ore 15.00 TRE ORE. Ore 21.30 Processione del Cristo morto(anni pari Manzoni;dispari Colombo)
SABATO SANTO ore 21.30 Veglia pasquale (Fuoco, Parola, Battesimo, Eucaristia)

DOMENICA 16 APRILE: PASQUA del SIGNORE 10 -11.30 – 18.30 Lunedi: 8.30-10.30-18.30Figuretta
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DOMENICA 23 APRILE : ORE 10 MESSA DI COMUNIONE

FIORETTO ore 17.45 Collegiata. ore 21 Figuretta , San Benedetto e Centri di ascolto nelle famiglie

DOMENICA 7 MAGGIO ore 11 S. CRESIME
13 MAGGIO ORE 21 Fioretto e Lampada per la Pace
14 MAGGIO SS. Patroni VITTORE e CORONA (7.30-10- 17.30:Processione
18.30 EUCARISTIA DELLE 4 PARROCCHIE

SABATO 27 MAGGIO ORE 16.30 PELLEGRINAGGIO Crocette Loreto S.MESSA
DOMENICA 28 MAGGIO ORE 6.30 PELLEGRINAGGIO A CAMPOCAVALLO (ore 8 S.MESSA)
DOMENICA 18 giugno: CORPUS DOMINI ore 21 S.Antonio-Piazza Repub. (Abiti I^ Comunione)
LUGLIO e AGOSTO S.Messe SABATO ORE 18.30 DOMENICA 9(Figuretta)11.30 – 18.30


MISERICORDIA ET MISERA

Domenica 12 marzo ore 15: Adorazione
ore 16,30 Presentazione della Lettera apostolica
di Papa Francesco a conclusione del Giubileo straordinario della MISERICORDIA


CATECHISMO 2016/17

I gruppi ACR di 1^ 2^ 3^ 4^ elementare si incontrano il Sabato
ore 14.45- 16, presso l’Istituto delle Suore di Sant’Anna.

I gruppi di 5^ elementare, 1^ 2^ Media, in casa parrocchiale.

I gruppi di 3^ Media, al Circolo Toniolo.

SABATO 19-25 Novembre oe 15-16: Incontro per famiglie 2^ media
teatrino delle Suore diS.Anna
(portare gli Atti degli Apostoli)


LA preghiera gradita a Dio

L’«ego» del fariseo e il «cuore» del pubblicano

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.

Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

Due uomini vanno al tempio a pregare. Uno, ritto in piedi, prega ma come rivolto a se stesso: «O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, impuri…». Inizia con le parole giuste, l’avvio è biblico: metà dei Salmi sono di lode e ringraziamento. Ma mentre a parole si rivolge a Dio, il fariseo in realtà è centrato su se stesso, stregato da una parola di due sole lettere, che non si stanca di ripetere, io: io ringrazio, io non sono, io digiuno, io pago.

Ha dimenticato la parola più importante del mondo: tu. Pregare è dare del tu a Dio. Vivere e pregare percorrono la stessa strada profonda: la ricerca mai arresa di un tu, un amore, un sogno o un Dio, in cui riconoscersi, amati e amabili, capaci di incontro vero. «Io non sono come gli altri»: e il mondo gli appare come un covo di ladri, dediti alla rapina, al sesso, all’imbroglio. Una slogatura dell’anima: non si può pregare e disprezzare; non si può cantare il gregoriano in chiesa e fuori essere spietati. Non si può lodare Dio e demonizzare i suoi figli. Questa è la paralisi dell’anima.

In questa parabola di battaglia, Gesù ha l’audacia di denunciare che la preghiera può separarci da Dio, può renderci “atei”, mettendoci in relazione con un Dio che non esiste, che è solo una proiezione di noi stessi. Sbagliarci su Dio è il peggio che ci possa capitare, perché poi ci si sbaglia su tutto, sull’uomo, su noi stessi, sulla storia, sul mondo (Turoldo). Il pubblicano, grumo di umanità curva in fondo al tempio, ci insegna a non sbagliarci su Dio e su noi: fermatosi a distanza, si batteva il petto dicendo: «O Dio, abbi pietà di me peccatore».

C’è una piccola parola che cambia tutto nella preghiera del pubblicano e la fa vera: «tu». Parola cardine del mondo: «Signore, tu abbi pietà». E mentre il fariseo costruisce la sua religione attorno a quello che egli fa per Dio (io prego, pago, digiuno…), il pubblicano la costruisce attorno a quello che Dio fa per lui (tu hai pietà di me peccatore) e si crea il contatto: un io e un tu entrano in relazione, qualcosa va e viene tra il fondo del cuore e il fondo del cielo. Come un gemito che dice: «Sono un ladro, è vero, ma così non sto bene, così non sono contento. Vorrei tanto essere diverso, non ce la faccio, ma tu perdona e aiuta».

«Tornò a casa sua giustificato». Il pubblicano è perdonato non perché migliore o più umile del fariseo (Dio non si merita, neppure con l’umiltà), ma perché si apre – come una porta che si socchiude al sole, come una vela che si inarca al vento – si apre alla misericordia, a questa straordinaria debolezza di Dio che è la sua unica onnipotenza, la sola forza che ripartorisce in noi la vita.

(Letture: Siracide 35,15-17.20-22; Salmo 33; 2 Timoteo 4,6-8.16-18; Luca 18,9-14)


SS. Crocifisso: memoria tradizione profezia

Il SS. Crocifisso di Castelfidardo :

MEMORIA TRADIZIONE PROFEZIA

MEMORIA
Nel mese di Settembre, Castelfidardo ricorda l’Amore Misericordioso del Padre che ha dato il suo Figlio Unigenito Gesù Cristo, crocifisso per noi e rinnova il suo Grazie nel segno della “Memoria” che i nostri padri ci hanno consegnato.
Ci hanno raccontato di quanto accaduto nel 1865, gli anni dalla Battaglia di Loreto-Castelfidardo che segna l’unità d’Italia.
Come ogni guerra, “inutile strage”, si porta dietro distruzioni, epidemie e morte.
La peste e il colera mietono vittime in Italia e particolarmente nella marca anconitana.
La fede, più forte nelle prove e nei pericoli, spinge i nostri padri davanti all’immagine del SS. Crocifisso con suppliche, processioni di penitenza e preghiere.
Castelfidardo resta incolume
TRADIZIONE
Questa memoria ci aiuta a affrontare le nuove e più pericolose epidemie spirituali e morali del nostro tempo e ci ricorda che Cristo, Crocifisso e Risorto, è la nostra unica Speranza.
Domenica 25 settembre Castelfidardo ha celebrato insieme l’Eucaristia allo stadio cittadino.
Ogni assemblea liturgica domenicale è segno-sacramento della grande assemblea celeste degli angeli e i santi che cantano in eterno la Gloria e la lode di Dio, come in un immenso Stadio.

PROFEZIA
Il Crocifisso è Risorto !
Domenica 25 settembre è stato letta la parabola di Lazzaro, il povero alle porte di un ricco epulone.
La seconda parte del racconto ci apre alla prospettiva della realtà che ci attende.
Intorno all’immagine del Crocifisso al centro dello stadio, ci hanno aiutato le parole di Papa Francesco al Convegno della Chiesa italiana a Firenze:
“Cari fratelli e sorelle, qui è rappresentato il Giudizio universale. Al centro c‘è Gesù nostra luce.
In alto la scritta ‘ ECCE HOMO’. Guardando questa cupola siamo attratti verso l’alto,mentre contempliamo la trasformazione del Cristo giudicato da Pilato nel Cristo assiso sul trono del giudice. Un angelo gli porta la spada, ma Gesù non assume i simboli del giudizio, anzi solleva la mano destra, mostrando i segni della passione, perché ‘Lui ha dato sé stesso in riscatto per tutti’
(1^ Tm.2,6). ’Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui’ (Gv.3,17)

Nella luce di questo Giudice di Misericordia, le nostre ginocchia si piegano in adorazione e le nostre mani e i nostri piedi si rinvigoriscono. Possiamo parlare di umanesimo solamente a partire dalla centralità di Gesù, scoprendo in lui i tratti del volto autentico dell’uomo.. E’ la contemplazione del Volto di Gesù morto e risorto che ricompone la nostra umanità. Anche di quella frammenta per le fatiche della vita o segnata dal peccato. Non dobbiamo addomesticare la potenza del volto di Cristo. Il volto è l’immagine della sua trascendenza. E’ il MISERICORDIAE VULTUS.
Lasciamoci guardare da Lui.
Gesù è il nostro umanesimo.
Facciamoci inquietare sempre dalla sua domanda: Voi chi dite che io sia?” (Mt 16,15)


SS. Crocifisso 2016

SS.CROCIFISSO 2016

Nel mese di Settembre, Castelfidardo ricorda  l’Amore Misericordioso del Padre che ha dato il suo Figlio Unigenito  Gesù Cristo, crocifisso per noi e rinnova il suo Grazie nel segno della “Memoria” che i nostri padri ci hanno consegnato.

VENERDI 23 SETTEMBRE

ORE 18- 20 Collegiata

“Porto in me le stigmate di  Gesù Cristo” (Memoria San Pio da Pietrelcina) Rosario, Eucaristia e Adorazione

ORE 21.15: COLLEGIATA:   C’E’ TEMPO PER TE  Celebrazione penitenziale

SABATO 24 SETTEMBRE ore 21-24:Preghiera silenziosa davanti al SS. Crocifisso,

icona della Divina MISERICORDIA, con possibilità di confessarsi

DOMENICA 25 SETTEMBRE  2016
CAMPO SPORTIVO “Leo Gabbanelli” di via Leoncavallo

Ore 10: Processione: dalla Collegiata esce il SS. Crocifisso portato dalle Confraternite
con il civico Gonfalone e  gli stendardi  delle Associazioni di Volontariato,

con il Complesso filarmonico  Città di Castelfidardo

Ore 10.30 Concelebrazione Eucaristica unitaria,

delle  Parrocchie.     Corale delle Parrocchie

VENERDI 30 SETTEMBRE  ORE 21  COLLEGIATA S. STEFANO
PIANETA IMMIGRAZIONE

” Ero forestiero: l’avete fatto a Me”  (Matteo 25)

Luca Attanasio presenta il suo libro “IL BAGAGLIO”,

introdotto dal Direttore di Presenza Marino Cesaroni

I consigli pastorali                                                    I Parroci