COLLEGIATA SANTO STEFANO: guida alla visita


Collegiata S. Stefano  in Castelfidardo

Ubicata nella centralissima piazza della Repubblica, è dedicata a S. Stefano Protomartire. Le sue origini si fanno risalire ad un’antica pieve, sorta dopo l’anno Mille. La prima notizia certa di una ristrutturazione della chiesa è del 1491 e si riferisce all’attuale cripta.  Sopra la cripta e sulle fondamenta della vecchia chiesa ne fu costruita una più ampia nel 1571. 
Venne ulteriormente ampliata in una successiva ristrutturazione del 1618 ad opera della Confraternita del SS. Sacramento. L’attuale struttura a croce latina è stata eseguita negli anni che vanno dal 1743 al 1770 nelle forme derivate dall’architettura del Vanvitelli. 
Pregevoli le opere conservate all’interno. Nella terza cappella a sinistra  (entrando dal fondo)  è custodita  la statua del soldato romano San Vittore, Patrono,insieme a Santa Corona, della città di Castelfidardo.Al centro il quadro della Madonna di Pompei e, in alto, una statua di S. Gabriele dell’Addolorata. 
A destra, Madonna di Guadalupe, sopra il quadro della Missione al popolo 1990, raffigurante Gesù che entra nella nostra città e ci invita a uscire con Lui (opera di Silvia Bugari) e  il “Giudizio universale”, altorilievo opera di Edgardo Mugnoz, opera tridimensionale, sulla traccia del grandioso affresco di Michelangelo, nel 500^ anniversario. Nella seconda, una pala d’altare (1620-1639) attribuita da alcuni studiosi al Van Schayck e da altri al Guerrieri, rappresenta i Santi Abbondio e Lucia. Proviene dalla demolita Chiesa in via Garibaldi (Terziere delCassero) 
Segue, dopo il confessionale. l’organo del veneziano Gaetano Callido del 1776. La prima cappella a sinistra, nel braccio allungato della croce latina, è dedicata al SS. Sacramento e conserva una pregevole Ultima Cena eseguita tra il 1594 ed il 1600 dal pittore Felice Pellegrini da Perugia. Alle pareti, affreschi di Francesco Bencivenga di Ancona eseguiti nel 1922. Chiude una pregevole balaustra in marmo policromo. 
 Sulla sinistra dell’altare maggiore, una tela di fine fattura che rappresenta la Madonna “Divina Pastora”, proveniente dalla chiesa della Misericordia.  A destra, Tabernacolo di servizio, custodito da due splendidi Angeli, opera di Silvia Bugari.                              
L’Altare Maggiore, in legno dorato e marmorizzato, è sovrastato da una grande pala settecentesca, d’autore ignoto, che rappresenta il Martirio del Patrono S. Stefano. Nell’abside, coro ligneo con un grande crocifisso nero.  Sul braccio destro della croce latina, una cappella con altare trionfale  dedicata alla Santa Famiglia di Gesù Maria  e Giuseppe Lavoratore. Sotto l’altare, a grandezza naturale, la statua del Cristo Morto che viene esposta il Venerdi Santo…
Segue il fonte battesimale, opera in noce di Fazio da Recanati; alla parete il Battesimo di Gesù ( Peroni)

Nella seconda cappella sulla destra si può ammirare una tela raffigurante la Madonna col Bambino Gesù tra San Vittore, Patrono della città, e Santo Stefano, titolare della Chiesa. L’autore è il fiammingo Ernest Van Schayck che la dipinse nel 1609. In questa data è documentata la presenza in città del pittore di Utrecht (1567-1631) che per oltre un decennio visse a Castelfidardo e nei dintorni, contribuendo a diffondere nella cultura figurativa marchigiana elementi della pittura nordica. A lato teca con memoria degli Alpini (2004); sopra, il quadro raffigurante il Beato don Secondo Pollo, cappellano degli alpini. Di recente è stata collocato La Madonna miracolosa, opera recuperata da tracce dell’800 nel vecchio Ospizio e collocato in Collegiata il 13 novembre 2022, Giornata mondiale dei poveri, con la memoria di Ciriaco Mordini.  
La terza cappella a destra è dedicata al SS. Crocifisso miracoloso, invocato dai fidardensi durante il colera del 1865. Opera  antica e di pregevole fattura, è tradizionalmente ricoperta da una veste rossa damascata. Sotto, la foto di san Pio da Pietrelcina; a sinistra, statua della Immacolata; a destra, foto dell’infiorata realizzata nel 2015 dagli artisti fabrienesi, in occasione dei 150 anni dal prodigio del SS. Crocifisso
Il campanile in stile barocco, con terminale a cipolla, è stato eretto tra il 1731 ed il 1763.    In Cripta: una delle più antiche opere d’arte della città: statua di S. Tommaso Apostolo, realizzata in pietra d’Istria e datata 1510, alta 165 centimetri.